Nucleare di quarta generazione: valutiamo la convenienza

Fa discutere la decisione della Commissione Europea di includere il Nucleare di quarta generazione tra le attività considerate sostenibili per l’ambiente.
Davvero il progresso tecnologico e scientifico di settore è in grado di scongiurare eventi estremamente dannosi per l’umanità? Cosa e quanto è cambiato dai giorni bui di Cherbonyl, e dalle più recenti atrocità di Fukushima?
In un anno iniziato contando le troppe morti bianche sul lavoro, a qualcuno parlare di Energia Nucleare suona proprio male. D’altro canto è vero che proprio dalle catastrofi peggiori può nascere l’ingegno per evitarle in futuro.
L’argomento è supportato dal repentino aumento del prezzo del gas, e dall’insufficienza di energia prodotta dalle rinnovabili, viste da tutti come possibile e sostenibile sostituto. Ma non è detto che investire nel Nucleare sia effettivamente così vantaggioso dal punto di vista economico. Una centrale di nuova generazione comporta degli investimenti iniziali molto alti, così come i costi di gestione per garantirne la sicurezza.

Cos’è il nucleare di quarta generazione?

La quarta generazione differisce dalle precedenti innanzitutto per il trattamento delle scorie radioattive: i reattori devono essere in grado di minimizzare quantità e radiotossicità dei rifiuti, ottimizzando l’utilizzo del combustibile, in modo tale da rendersi autofertilizzanti. Meno scorie, meno radioattive. Ma questo non vuol certo dire zero scorie a impatto zero.
Le nuove centrali dovrebbero garantire un sistema di sicurezza tale da prevenire i danni eventuali, scaturenti da errore umano, catastrofi naturali quali terremoti e tsunami, o attentati terroristici. Inoltre, i sistemi d’applicazione e lavorazione dei materiali sarebbero studiati in modo tale da evitare il relativo utilizzo per scopi non pacifici, e quindi scongiurare la produzione illecita delle armi nucleari.
La fede nella scienza è il motore del progresso, tuttavia, parlando di Energia Nucleare Green, sembra ancora di cadere in un ossimoro.