G7 per il clima

Passerella in spiaggia per i 7 Grandi

Che la natura e il suo valore fosse il tema centrale del G7 di quest’anno, si sapeva già. Ma vedere sfilare capi di stato e consorti, scalze, su una delle spiagge più belle della Cornovaglia, ha confermato il trend.
Niente file di auto blu, rombi di aerei o ronzii di elicotteri. Solo il rumore delle onde che si infrangono sulla riva e i colori degli abiti delle first Lady (come non notare il fuxia della signora Johnson?), hanno incorniciato l’inizio dei lavori dei Grandi della Terra.
Tra gli argomenti principali, oltre all’imprescindibile dibattito sul piano pandemico, il clima ha avuto un ruolo cardine. Il discorso di apertura tenuto dall’ambientalista David Attenborough ha affrontato il tema dei cambiamenti climatici e delle biodiversità, lasciando la parola ai singoli Stati, per le proposte da attuare.
“Sul clima serve un accordo ambizioso e duraturo e serve ora”: queste le parole del nostro premier, Mario Draghi, che ha già destinato alla transizione ecologica il 30% delle risorse del recovery plan.
Impossibile pensare di risolvere concretamente il problema ecologico senza agire in maniera davvero globale, e per questo, al fine di coinvolgere nel discorso anche Paesi non rientranti nella ristretta compagine dei 7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone), la tavola rotonda ha fatto partecipi anche i rappresentanti di Australia, Corea del Sud, India e Sudafrica, oltre agli esponenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle Nazioni Unite.
Che la brezza del mare abbia portato un vento di positività nelle decisioni epocali dei prossimi anni… Speriamo proprio di sì!