Mascherine in strada, no. “Nella” strada, perché no? Le mascherine sostenibili

Uno studio dell’Università di Melburne ha ipotizzato l’utilizzo delle mascherine usate come componente nella costruzione del manto stradale.

Aggiungendo una percentuale minima di compost realizzato con le mascherine sminuzzate (si tratta dell’1%), non solo la resistenza del tessuto stradale non verrebbe compromessa, ma anzi, ne trarrebbe giovamento. E non bisogna lasciarsi ingannare dall’esiguità della percentuale valida: per costruire un chilometro di strada a due corsie si inserirebbero ben 3 milioni di mascherine, ovvero 93 tonnellate di rifiuti che vengono sottratti alle discariche.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Science of the Total Environment, ha esaminato anche la validità di riutilizzo di tali dpi nella produzione di calcestruzzo, utile nella realizzazione anche di muretti e marciapiedi.

Insomma, se non vediamo l’ora di liberarci dalle mascherine, pensiamo a quanto sarà bello renderle invisibili e calpestarle…. sostenibilmente!