Cosa frigge in pentola?… qualcosa di utile, anzi, di riutilizzabile. Biocarburante sostenibile

Molti già sanno che l’olio usato in cucina non va gettato nel lavandino (e neanche nel water), perché, oltre ad intasare le tubature idrauliche, finisce con l’inquinare le acque del mare.

Non tutti invece, conoscono la seconda vita che tale elemento può avere, se smaltito correttamente. Biocarburante sostenibile, capace di far girare non solo i motori dei veicoli green, ma anche e soprattutto quelli della bioeconomia circolare.

Nonostante le campagne informative sui punti di raccolta dell’olio esausto presenti sul territorio, in Italia lo smaltimento corretto viene eseguito solo in piccola quantità: soltanto un quarto delle 260.000 tonnellate annue (secondo uno studio del Consorzio Nazionale di raccolta e trattamento degli Oli e dei grassi vegetali Esausti, CONOE).

Una svolta potrebbe arrivare dalla Renewable Energy Directive, con cui l’Unione Europea ha fissato l’obiettivo del 14% di risorse energetiche impiegate nel settore dei trasporti provenienti da fonti rinnovabili, entro il 2030. Inoltre, la produzione di biodiesel inizialmente utilizzava grandi quantità di olio di palma. La nuova normativa, allo scopo di limitare la deforestazione dei Paesi tropicali da cui viene importato, ha ridotto considerevolmente l’utilizzo di tale olio, e con ciò, la produzione di biocarburanti dovrà fondarsi su materiali più sostenibili.

L’economia domestica da una mano alla bioeconomia circolare, tra una patatina e l’altra!