Il batticuore che produce energia

I battiti del nostro cuore possono diventare alimentatori di energia elettrica.
Secondo uno studio condotto presso l’Università del Michigan le pulsioni cardiache possono essere collegate ad un dispositivo che ne raccoglie l’energia prodotta e la trasforma in elettricità.
Non esiste ancora un prototipo realizzato interamente, ma la ricerca è a buon punto.
La parola chiave è “piezoelettricità”, ovvero, l’effetto che le vibrazioni cardiache producono su un piccolo pezzo di materiale reattivo (una particolare ceramica), posto all’interno del dispositivo: il pezzettino di ceramica viene “premuto” (dal greco “piezein”: premere), dalle vibrazioni che accompagnano ogni battito, e questa pressione fa in modo che il pezzettino si ingrandisca. Da questa deformazione meccanica del materiale si genera differenza di potenziale elettrico, e quindi, elettricità.
L’apparecchio capace di tale trasformazione avrebbe dimensioni particolarmente piccole, tali da poter essere indossato permanentemente sul corpo umano ed alimentare dispositivi sanitari salvavita che fino ad oggi sono caricati a batteria. Pacemaker, defibrillatori impiantati, potrebbero trarre energia da questa scoperta, evitando quindi al portatore interventi chirurgici per cambiare le batterie.
L’idea parte dal dipartimento di Ingegneria Aerospaziale dell’Università del Michingan, e per questo trae ispirazione dai piccoli aerei ultraleggeri che si autoalimentano grazie alle vibrazioni delle proprie ali.
Un’invenzione emozionante, che fa battere il cuore!