Meno carbone nella calza!

Il trend dell’anno appena trascorso mostra una diminuzione di utilizzo del carbone come fonte energetica, a livello globale. Purtroppo però, ci sono alcuni Paesi in cui la conversione green è ancora lontana.

Sorvolando alcune parti del Pianeta, come farebbe la Befana, osserviamo chi si comporta meglio:

In Europa: Austria, Belgio, Estonia, Francia, Svezia e Regno Unito sono state brave, utilizzando il carbone per meno del 10% del proprio fabbisogno elettrico. Sotto la soglia del 20% troviamo Croazia, Finlandia, Irlanda, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Ungheria e anche Italia (13,3%).

Attraversiamo l’Oceano e atterriamo negli Stati Uniti, dove, secondo i dati dell’International Energy Agency (IEA), a seguito della pandemia, il carbone è andato sotto quota 20%. Onda virtuosa ben cavalcata dal nuovo Presidente Biden che ha annunciato una serie di misure per limitare l’inquinamento da metano legato alle attività estrattive di petrolio e gas naturale.

Ancora più lontano, in Cina, gli obiettivi verdi sono a medio e lungo termine: entro il 2025 il gas naturale e le fonti non-fossili costituiranno più del 30 per cento del mix energetico. La quota del petrolio, 18%, rimarrà stabile mentre quella del carbone scenderà sotto il 50%. Ulteriori diminuzioni sono previste dal DRC (Centro di ricerca sullo sviluppo del Consiglio di Stato), entro il prossimo decennio: la quota del gas e delle fonti non-fossili arriverà al 45%. Se la produzione di petrolio resterà sui livelli attuali (4 milioni di barili all’anno), quella di gas dovrà invece aumentare del 60% rispetto ai volumi del 2019 (174 miliardi di metri cubici) per arrivare a 280 miliardi di metri cubici all’anno. Entro il 2030, tutte le vecchie centrali a carbone andranno eliminate, e tale capacità verrà aggiornata con impianti a basse emissioni.

Torniamo indietro, e scopriamo che nell’altra parte dell’Unione Europea non tutti hanno fatto i buoni…

Le percentuali registrate nella parte orientale sono ancora molto alte: Repubblica Ceca (54%), Bulgaria (43%), Germania (43%), Grecia, Olanda, Slovenia, Danimarca, Romania (tutte comprese fra il 25% ed il 44%). Ma il Paese meno virtuoso in assoluto è la Polonia dove la quota riservata al carbone per soddisfare il proprio fabbisogno elettrico raggiunge il record dell’80%!

Si spera nei buoni propositi. La Germania, ad esempio, ha già annunciato un piano di intervento per adeguarsi ai parametri di nuova sostenibilità.

Insomma, si aspetta la nuova Epifania sperando di trovare sempre meno carbone!