Qualcosa in comune…

In ogni regione italiana esiste almeno un esperimento di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili.

Sono più di 30 le Comunità Energetiche censite da Legambiente nel corso del 2019, mentre altre stanno nascendo mentre scrivo.

Si tratta di realtà eco-sostenibili geograficamente ben distribuite: La Lombardia detiene il primato per ciò che attiene agli impianti a fonte rinnovabile (8,3 GW di potenza installata), grazie soprattutto all’eredità dell’idroelettrico del secolo scorso, mentre a sud, la Puglia vanta il numero maggiore di installazioni per energia solare ed eolica (rispettivamente pari a 2,5 e 2,6 GW).

Tracciando un percorso lungo il nostro territorio, riportiamo qualche esempio: la Comunità Energetica Rinnovabile Alpina, alimentata attraverso la gestione sostenibile boschiva; l’edificio Nzeb (Nearly-zero energy building), ovvero un edificio a consumo energetico bassissimo, realizzato dall’Energy Building Social Housing del Comune di Prato; o ancora, il caso studio del Condominio Donatello di Alessandria nel progetto Energy Wave.

Volendo tradurre la cronaca in numeri, si calcola che il contributo portato dalle fonti rinnovabili al sistema elettrico italiano si è tradotto in un aumento della produzione energetica di quasi 50 TWh (da 63,8 TWh del 2008 a 114,8 TWh del 2019) negli ultimi 10 anni.

Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’operato dei circa 8.000 comuni distribuiti sul nostro territorio, che, nella loro totalità, tra impianti elettrici e termici, hanno superato la soglia di 1.000.000 di istallazioni.